lunedì 6 luglio 2009

21 arresti a Torino, Padova, Bologna e Napoli tra studenti ed esponenti di centri sociali.

(Adnkronos) - È in corso a Torino, Padova, Bologna e Napoli l'esecuzione di 21 arresti per i disordini accaduti lo scorso maggio a Torino in occasione del G8 dell'Università. Le misure cautelari, 16 in carcere e 5 ai domiciliari, riguardano esponenti di movimenti legati all'area cosidetta "antagonista" che si sarebbero resi responsabili delle violenze accadute nel capoluogo piemontese. Dodici gli arresti in corso a Torino. I reati contestati sono violenza, resistenza, lesioni, danneggiamenti in concorso aggravato. Le misure sono state emesse a seguito delle indagini condotte dalla Digos e dalla Polizia di Torino coordinate dalla direzione contrale della Polizia di prevenzione.

Rispettivamente 2 a Padova, 4 a Bologna, 12 a Torino, 1 a L'Aquila nel campo del comitato 3e32 al termine della fiaccolata, ai danni di un ragazzo di Napoli.
I reati contestati, secondo l'ordinanza di custodia cautelare emessa dal Giugide delle Indagini Preliminari di Torino il 3 Luglio, sono violenza nei confronti degli appartenenti alla forza pubblica, lesioni personali e resistenza aggravata a pubblico ufficiale durante la manifestazione a Torino del 19 Maggio scorso.



Solita storia malata: le manifestazioni portano agli scontri, provocati o da una parte o dall'altra. Ad ogni azione c'è una reazione, si sa. E fa notizia.
Manifestare non è reato, almeno fino ad ora. Tutte le varie cose che purtroppo accadono ogni volta all'interno delle manifestazioni, spesso e volentieri sono reato. Ma penso che chi partecipa lo sappia e lo metta in conto, o almeno dovrebbe.

Aggiornamento: Tra gli arrestati Max Gallob, il leader del centro sociale "Pedro", Egidio Giordano, uno dei leader del centro sociale "Insurgencia" di Napoli. Anche Omid Firouzi , che attualmente è in Iran, è tra i destinatari di ordinanza di custodia cautelare.
Il motivo dell'ordinanza, afferma la Procura di Torno, è il fatto che c'era il rischio di "reiterazione dei reati in vista dell'imminente apertura dei lavori del G8".
Giancarlo Caselli parla di "mutazione genetica" di un corteo che sino a quel momento si era svolto "in modo pacifico e democratico", ma che nella coda finale, "per colpa di una minoranza" di circa 300 manifestanti su 3000 si trasforma in un inferno.

Ripeto: la solita storia malata. Quando si decideranno ad evitare ogni tipo di violenza gratuita, sia da una parte che dall'altra, forse forse le manifestazioni potrebbero iniziare ad essere viste di buon occhio dall'opinione pubblica e quindi servire a qualcosa. Così sono solo una zappa sui piedi.