mercoledì 29 luglio 2009

Ru486: siamo alla resa dei conti?

Se tutto va bene da domani, 30 Luglio, la pillola abortiva Ru486 sarà disponibile negli ospedali d'Italia. E' un ottimo passo avanti, forse il massimo a cui potremmo aspirare (e non vorrei di andasse oltre), in quanto vorrebbe dire che il sistema sanitario italiano smette di trattare questa pillola come un arma demoniaca, ma la vede per ciò che è realmente. Domani infatti si riunirà il Cda dell'Aifa.
Il farmaco costerà 14,28 € per la confezione da una compressa 42,80 € per quella da tre, tutti a carico delle Asl in quanto la Ru486 potrà infatti essere somministrata soltanto all'interno degli ospedali, nel rispetto della legge 194, secondo cui l'interruzione di gravidanza può essere effettuata solamente da un medico all'interno di strutture sanitarie adeguate (Art. 8).

Non "dire gatto se non lo hai nel sacco" comunque. Come è accaduto poco più di un mese fa, i vari movimenti per la vita sono riusciti a far slittare fino ad oggi l'imminente decisione positiva dell'Aifa, presentando il dato delle 29 morti presumibilmente causate dalla Ru486 (Avvenire, Un dossier sulla Ru486. Già 29 le morti accertate).

Queste 29 morti, si legge nell'articolo, sono morti causate dal mifepristone, comprese nel periodo dal 28 Dicembre 1988 al 28 Febbraio 2009, alle quali vanno aggiunte due morti per misoprostolo, il farmaco da assumere dopo il mifepristone.
Ora. Non entro in merito delle 29 morti, se sono veramente causate dal mifepristone o se sono causate da una concomitanza di cause diverse (12 morti sono a seguito di uso compassionevole del farmaco). Ciò che voglio evidenziare è che in Francia la Ru486 viene usata dal 1988 e dal 1992 in combinazione con il misoprostol (una prostaglandina conosciuta come Cytotec). Stessa tecnica che verrà utilizzata in Italia.
Quanti decessi? Zero.

Informazioni techiche: Il Mifepristone blocca l'azione del progesterone ( l'ormone che assicura il mantenimento della gravidanza) inibendo lo sviluppo embrionale e causando il distacco e l'eliminazione della mucosa uterina, con un processo simile a ciò che accade durante le mestruazioni. Può essere usato entro 64 giorni dal concepimento e necessita di essere completato in un secondo tempo, solitamente due giorni dopo la prima somministrazione, con la somministrazione di una prostaglandina (misoprostol) che provoca delle contrazioni uterine e favorisce l'eliminazione della mucosa e dell'embrione, solitamente entro mezza giornata. Senza l’ausilio di questa seconda sostanza il farmaco ha una percentuale di successo dell’80%, mentre il metodo è efficace nel 95% dei casi se la procedura è eseguita correttamente.


Fonte: Repubblica.it