giovedì 19 marzo 2015

Lezione di lessico italiano per i giornali: Gli "Islamisti" non sono altro che studiosi dell'Islam.

A meno che l'attentato al museo del Bardo di Tunisi non sia stato fatto da un gruppo di professori universitari, gli attentatori sono da indicare come "jihadisti". Fonte

venerdì 30 agosto 2013

La guerra civile siriana è una loro guerra

The Epire strikes back - Gli USA sembrano pronti ad esportare nuovamente la loro idea di pace mondiale e questa volta l'obiettivo è la Siria. La goccia che ha fatto traboccare il vaso, dopo due anni di guerra civile, è il probabile utilizzo di gas nervino da parte del governo. Probabile, perché gli ispettori ONU sono ancora all'opera e finché non forniranno una relazione, rimangono tutte congetture. Come è possibile che ad usare armi chimiche sia stato Assad, così è possibile che siano stati i ribelli.
Gli Stati Uniti prendono comunque la palla al balzo e con un'ipocrisia di cui solo loro sono capaci, si dicono pronti ad intervenire.
La ricetta è la solita a cui siamo abituati ormai da tempo. E' successo in Iraq, in Afghanistan, in Libia: si demonizza il dittatore di turno, con lo scopo di far leva sull'emotività dell'opinione pubblica, rendendola favorevole ad una bonificazione della zona a suon di bombardamenti. Importante è trovare una motivazione valida, come le armi di distruzione di massa, la presenza di un nemico pubblico, o, come questo caso l'utilizzo di gas chimici proibiti dalla Convenzione di Ginevra.
La situazione presente in Siria è la seguente: c'è un governo, capeggiato da un tale Bashar al-Assad, appoggiato da una parte della popolazione, con rappresentanza ONU e definito "dittatoriale"; ci sono gli oppositori al governo, tali ribelli o "Esercito Siriano Libero"; ci sono i civili che subiscono.
L'esercito ribelle, di cui fanno parte anche i Mujaheddin (jihadisti), è foraggiato di armamenti da Francia, Inghilterra, Arabia Saudita, Turchia e Stati Uniti.
Il governo Siriano è invece supportato da Russia, Cina, Iran e Hezbollah.

Autodeterminazione dei popoli - In una situazione ideale, le due parti in guerra avrebbero risolto le loro divergenze all'interno dei confini siriani, la guerra civile avrebbe decretato un vincitore e la situazione si sarebbe stabilizzata da sé, sia che a vincere fosse stato il governo di Assad o i ribelli. In questo sta l'autodeterminazione del popolo Siriano. Purtroppo chi vuol metter becco in faccende che non gli riguardano per puro spirito imperialista e totalitarista (sicuramente non umanitario), ha portato ad un dilungarsi e ad un intensificarsi del conflitto, rendendo ora necessario, agli occhi dell'opinione pubblica, l'intervento, che non farà altro che prolungare e peggiorare ulteriormente la situazione. In realtà era tutto già profondamente prestabilito fin dall'inizio, l'ingerenza nella situazione siriana La Siria è da anni nelle mire degli USA, aspettavano soltanto il momento più opportuno per attaccare, per non sembrare invasori, ma liberatori. La Siria è infatti il principale alleato dell'Iran, che è attualmente, il principale nemico degli Stati Uniti, in quanto nemico di Israele. Questione di alleanze e interessi economici.
I ribelli stanno opponendosi ad un governo che non vogliono. Non tutta la popolazione, solo una parte. Un'altra parte appoggia il governo, è in questo modo che si scatenano le guerre civili. Paradossalmente, l'esito di una guerra civile è più democratico di un intervento esterno che favorisce una delle due parti. Assad è un dittatore sanguinario? Va bene, ma se la popolazione vuole un dittatore sanguinario, noi non abbiamo alcun diritto di entrare nel loro territorio e dir loro "Guardate che voi non potete volere un dittatore sanguinario", come non abbiamo alcun diritto di favorire una parte piuttosto che un'altra, governo o ribelli che siano. Non è una nostra guerra, è la loro guerra.

mercoledì 26 giugno 2013

lunedì 24 giugno 2013

Processo Ruby, condannato Silvio Berlusconi

Processo Ruby, condannato Silvio Berlusconi
Salute a te Silvio
Silvio Berlusconi condannato in primo grado a 7 anni e alla interdizione perpetua dai pubblici uffici per il reato di concussione e prostituzione minorile.

Ovvero, concussione: Il pubblico ufficiale o l'incaricato di un pubblico servizio  che abusa della sua qualità o dei suoi poteri costringe o induce taluno a dare o a promettere indebitamente, a lui o ad un terzo, denaro o altra utilità (Articolo 317 - Codice Penale)

Prostituzione minorile: Chiunque induce alla prostituzione una persona di età inferiore agli anni diciotto ovvero ne favorisce o sfrutta la prostituzione. (Articolo 600bis - Codice Penale)


Decisione del Tribunale di Milano dopo sette ore di Camera di consiglio. Un anno all'ora, praticamente. Potevano ponderare la decisoine anche in dieci ore per conto mio.
Ghedini dichiara: 
"Faremo appello [...] La sentenza non mi sorprende affatto. Sono due anni e mezzo che diciamo che qui questo processo non si poteva fare. E' una sentenza larghissimamente attesa, faremo appello, ricorso in Cassazione. E' una sentenza che è completamente al di fuori della realtà, fuori da ogni logica, l'accusa di costrizione è allucinante. Un fatto estremamente grave: il tribunale non ha tenuto conto della realtà processuale". 
Sicuramente per lui è un bene continuare a fare l'avvocato di Silvio.

giovedì 20 giugno 2013

L'Italia è un paese meticcio (e io forse non capisco Giovanni Sartori)

Ius solis e cittadinanza

Sembrerebbe, a parole, la cosa più semplice al mondo. Se nasci in un pasese, hai automanticamente la cittadinanza. Invece no, perché i governi, soprattutto quello italiano, amano complicare le cose. Ecco che quindi, le regolamentazioni in fatto di cittadinanza, sono diverse da paese a paese, tra quelli che propendono più per uno ius solis e altri più per uno ius sanguinis.

Gli Stati Uniti sono il paese con meno paranoie e si basano su uno ius solis completo, forse più per orgolio statunitense che per altro. Si sa che agli americani piace far le cose in grande. Fatto sta che chi nasce negli Stati Uniti è automaticamente cittadino americano. Anzi, chi non nasce sul suolo nazionale basta che abbia genitori americani con almeno uno che, in passato, sia stato residente negli Stati Uniti, oppure abbia vissuto almeno cinque anni negli USA (di cui almeno due dopo i 14 anni).

Tra le nazioni europee, la più aperta è la Francia: per chi nasce in Francia da genitori anch'essi nati in Francia, anche se stranieri, la via per la cittadinanza è molto semplice. Chi invece nasce da genitori stranieri da almeno 5 anni residenti in Francia, può acquisire la cittadinanza al compimento dei diciotto anni.

In Germania vige lo ius sanguinis, ma dal 2000 basta che uno dei due genitori abbia il permesso di soggiorno permanente da almeno tre anni e viva nel paese da almeno otto affinché il minore straniero abbia la cittadinanza.

In Gran Bretagna ottiene la cittadinanza chi nasce in territorio britannico anche da un solo genitore con cittadinanza britannica o che risiede legalmente nel paese (e "legalmente" significa possedere lo Indefinite leave to remain, Ilr, oppure il Right of Abode).   Per le altre nazioni europee leggete questo articolo su Repubblica.it che fa un po' il punto della situazione, perché non voglio copiarlo tutto.

E in Italia?

Siamo una delle nazioni più severe (e retrograde). Si diventa cittadini solo se si hanno genitori italiani, oppure, se straniero, dopo due anni di matrimonio con italiani o con una residenza di almeno 10 anni se cittadino extracomunitario e 4 anni se cittadino europeo. Ius sanguinis duro e puro e la cittadinanza c'è da sudarsela. Balotelli, ad esempio, è italiano da quando aveva 18 anni. Tanti i scagliano contro lo ius solis, come se esistesse una "razza italiana" da salvaguardare, un po' come si fa con quelle specie animali in via d'estinzione. Un bell'esempio è l'articolo di Giovanni Sartori del Corriere.it, "L'italia non è una nazione meticcia. Ecco perché lo Ius Soli non funziona". Leggetelo e non ci troverete un'argomentazione seria.
La brava Ministra ha anche scoperto che il nostro è un Paese «meticcio». Se lo Stato italiano le dà i soldi si compri un dizionarietto, e scoprirà che meticcio significa persona nata da genitore di razze (etnie) diverse. Per esempio il Brasile è un Paese molto meticcio. Ma l'Italia proprio no. La saggezza contadina insegnava «moglie e buoi dei paesi tuoi». E oggi, da noi, i matrimoni misti sono in genere ferocemente osteggiati proprio dagli islamici. Ma la più bella di tutte è che la nostra presunta esperta di immigrazione dà per scontato che i ragazzini africani e arabi nati in Italia sono eo ipso cittadini «integrati». Questa è da premio Nobel. Mai sentito parlare, signora Ministra, del sultanato di Delhi, che durò dal XIII al XVI secolo, e poi dell'Impero Moghul che controllò quasi tutto il continente Indiano tra il XVI secolo e l'arrivo delle Compagnie occidentali? All'ingrosso, circa un millennio di importante presenza e di dominio islamico. Eppure indù e musulmani non si sono mai integrati. Quando gli inglesi dopo la seconda guerra mondiale se ne andarono dall'India, furono costretti (controvoglia) a creare uno Stato islamico (il Pakistan) e a massicci e sanguinosi trasferimenti di popolazione. E da allora i due Stati sono sul piede di guerra l'uno contro l'altro.
Qual è, mi chiedo, il motivo di tanta acidità? Fa proprio così paura accettare che chi nasce in Italia, da genitori italiani o marziani, può avere diritto alla cittadinanza? Perché un bambino che nasce nel 2013, che frequenterà scuole italiane, che parlerà e leggerà italiano meglio di molti italiani, non può essere considerato italiano fino ai 18 anni? Anche se nemmeno io ho letto il libro Pluralismo, multiculturalismo e estranei. Saggio sulla società multietnica, provo comunque a cercare di capire il ragionamento di Sartori:
  1. L'Italia non è un paese meticcio. Come lui stesso afferma citando il dizionarietto, meticcio significa "persona nata da genitore di razze (etnie) diverse", dunque l'Italia non è una persona nata da etnie diverse. Fin qui la logica è dalla sua. Presupponendo però che il Ministro Kyenge abbia usato una metafora, si può affermare con sicurezza che oggi, nel 2013, l'Italia non sia un paese composto da etnie diverse?
  2. Provando comunque a continuare a seguire il ragionamento di Sartori, l'Italia sarebbe, dunque, un paese formato al 100% da italiani puro sangue. Siamo, infatti, tutti alti un metro e una cippa, tutti sfoggiamo dei bei baffi e tutti, nel tempo libero, salviamo principesse da tartarughe malvage.
  3. Per questo motivo, quindi, non c'è modo che extracomunitari e stranieri si integrino. Non ce l'hanno fatta indù e musulmani in mille anni, è sicuramente impossibile che ci riescano idraulici baffuti con qualsiasi altro popolo.
  4. Lo ius solis per Giovanni Sartori è quindi una vaccata.
Quando andavo alle elementari, ormai vent'anni fa, il più straniero tra i miei compagni di classe abitava a 30 km dalla scuola e, a parte non poter condividere con noi gli aneddoti legati a parrocchia e oratorio, ricordo che era abbastanza integrato.   Guardate ora questa immagine: è una classe di scuola elementare d'oggi (Scuola elementare G. Fanciulli di Firenze), presa a caso, da Google. Se la confrontate con una classe di 20 anni fa, sempre presa a caso, ci troverete 3 o 4 differenze.
alunni stranieri
Nell’a.s. 2011/2012 gli alunni stranieri ammontano a 755.939 (+45.676 rispetto all’anno precedente, con una crescita particolarmente significativa degli iscritti alle scuole dell’infanzia), e corrispondono all’8,4% della popolazione scolastica totale. E non lo dico io, ma il Miur.

mercoledì 19 giugno 2013

Anna Giulia Giovacchini:"Quindi le gabbie dei tonni non solo uccidono i poveri pesci, ma danneggiano direttamente anche gli italiani, vegetariani o onnivori! Un motivo in più per non mangiare tonno!". 19 giugno 2013
Joseph Blatter:"Il calcio è più importante dell'insoddisfazione della gente". 19 giugno 2013

lunedì 17 giugno 2013

Repubblica.it sposta i cadaveri?

Queste due fotografie a lato sono state pubblicate oggi da Repubblica.it. A quanto pare a Formia della gente gioca a racchettoni con un cadavere di una donna a pochi passi. La salma è già bella che impacchettata, segno che qualcuno già è intervenuto, per poi lasciarla lì, alla mercé di fotografi.

Guardando meglio le fotografie, qualcosa nelle prospettive non mi torna. Le due fotografie presentano il cadavere con due sfondi diversi. L'inquadratura che ritrae la salma sembra non cambiare, se non leggermente rotata verso sinistra.
Il belloccio con i boxer blu viene prima ritratto mentre amoreggia con la tizia, poi mentre gioca a racchettoni, sfoggiando una posa atletica. Il cadavere invece è ritratto sempre nella stessa posa.

Quindi o il cadavere è stato spostato oppure si è spostata la spiaggia intorno a lui. Ed hanno anche stortato l'orizzonte nella seconda foto.

Zaia: fin dove si spinge l'orgoglio padano

Zaia, presidente del Veneto e noto esponente della Lega Nord, è oltre il partito. 
"Sollevo il tema dei bambini che sono nati qui e vanno a scuola qui sui quali un ragionamento al di là dello ius soli debba essere fatto anche perché spesso parlano il dialetto quasi meglio di me. Sono bambini che in molti casi hanno identità veneta e non quella del Paese d'origine della loro famiglia, cosa che è accaduta spesso ai nostri emigranti [...] il vulnus sono i bambini figli di immigrati inseriti in un progetto e che già vanno a scuola, non si può pensare che diventino italiani solo quando, dopo i 10 anni previsti dalla legge, sono già alle scuole medie".
Cittadinanza veneta ai nati in Veneto dunque, e quindi cittadinanza italiana ai nati in Italia. Sono commosso, forse c'è speranza per questo paese se un leghista riesce a dire queste cose. Probabilmente Zaia ha solamente un orgoglio padano così spiccato da essere pronto a dare cittadinanza ai nati sul suolo padano, ma va bene così.
Luca Zaia:"Sollevo il tema dei bambini che sono nati qui e vanno a scuola qui sui quali un ragionamento al di là dello ius soli debba essere fatto anche perché spesso parlano il dialetto quasi meglio di me". 17 giugno 2013
Cécile Kyenge:“Questo governo è come un suq, un'esperienza molto positiva. Siamo così diversi che dobbiamo cercare un linguaggio nuovo ogni giorno”. 16 giugno 2013

"Norme a tutela della libertà di riunione politica e di propaganda elettorale"

Dopo le contestazioni dell' 11 maggio alla manifestazione pro-Silvio del PDL a Brescia da parte dei cittadini (e non dei centri sociali!), il deputato Ignazio Abrignani (PDL) azzarda la proposta di legge "Norme a tutela della libertà di riunione politica e di propaganda elettorale".

Comma 1. "Chiunque con qualsiasi mezzo impedisce o turba una riunione politica, sia pubblica che privata, è punito con la reclusione da uno a tre anni e con la multa da euro 1.000 a euro 2.500. Se la riunione è di propaganda elettorale, la multa è raddoppiata."