sabato 20 giugno 2009

Cellule staminali dalle tube di Fallopio

Secondo uno studio pubblicato sul Journal of Translational Medicine, condotto da ricercatori del Centro di ricerca genomica dell'Università di San Paolo, guidati da Tatiana Jazedje e Mayana Zatz, le tube di Falloppio sono una risorsa abbondante di cellule staminali mesenchimali, che potenzialmente sono in grado di svilupparsi in diverse linee cellulari. Il gruppo di ricerca ha utilizzato tube di Falloppio ottenute da isterectomie o altre procedure ginecologiche di donne fertili in età riproduttiva di età compresa tra 35 e 53 anni che non avevano subito trattamenti ormonali per almeno tre mesi prima dell'intervento.
Una nuova via che si aggiunge alle altre alternative all'utilizzo di cellule staminali embrionali, superando i problemi etici relativi all'impiego di questo tipo di cellule. Avendo due strade da percorrere, entrambe con ottimi risultati in vista, perchè non scegliere quella che salta a piedi pari tutte le polemiche di chi si oppone all'utilizzo degli embrioni a scopi di ricerca?
Le cellule staminali adulte offrono buone prove di plasticità. Basti pensare alle cellule progenitrici multipotenti adulte (MAPCs), scoperte da Catherine Verfaillie dell'Università del Minnesota e ritenute avere le stesse potenzialità di quelle embrionali. In vista del bene per la ricerca biomedica, che poi si tradurrà in bene per noi che usufruiremo dei risultati ottenuti, a parità di risultati, sarebbe più opportuno interessarsi a quelle pratiche che non suscitano problemi etici così forti da rallentare la ricerca stessa.
Sotto il mio stretto punto di vista, tuttavia, entrambe le strade dovrebbero essere seguite. Nessuna delle due meriterebbe di essere abbandonata visto il potenziale che è in grado di offrirci. Ma il mio punto di vista è quello di chi vede la blastocisti soltanto un ammasso di cellule e nulla più.

Fonte: LeScienze.it

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