venerdì 19 giugno 2009

Condannati per diffamazione nei confronti del Dr. Riccio (e di Piergiorgio Welby) Maurizio Belpietro e Stefano Lorenzetto

Maurizio Belpietro e Stefano Lorenzetto condannati dal Tribunale di Desio, in primo grado, in sede penale, per il reato di diffamazione nei confronti del Dr. Mario Riccio. 800 € di multa per l'allora direttore de Il Giornale Belpietro e 1200 € per il giornalista Lorenzetto.
Galeotto fu l'articolo di dubbio gusto Nessun rispetto nemmeno per la sua volontà di Stefano Lorenzetto, nel quale si leggono frasi come:
Il medico venuto da Cremona se n’è fregato della tempistica imposta da Welby. Ha preferito adottare il sistema collaudato dagli aguzzini che eseguono le sentenze capitali nelle prigioni degli Stati Uniti. Più sicuro, meno sporco. I boia americani prima imbottiscono il condannato a morte di sodio thiopental, un anestetico ad azione rapida che fa perdere conoscenza; quindi gli iniettano bromuro di curaro che provoca il collasso del diaframma, in modo da impedire ai polmoni di espandersi; infine mettono nella flebo la dose letale vera e propria di cloruro di potassio che ferma il cuore. Nel caso di Welby il distacco dal tubo ha semplicemente sostituito il bromuro di curaro: la macchina ha smesso di gonfiargli i polmoni. Ma il dottor Riccio dovrebbe spiegarci quale sostanza ha provocato l’arresto cardiaco dopo 40 minuti di spasmi.
E altre oscenità che vi risparmio, se volete leggetevi l'articolo.
La sentenza del Tribunale ricorda che che la critica, per essere socialmente utile e dunque legittima, anche quando lesiva della reputazione di terzi, deve avere come presupposto dei fatti veri; in caso contrario è un mero pretesto per diffamare.
Belpietro e Lorenzetti non sono gli unici. Il Tribunale Civile di Roma, con la sentenza resa in primo grado, condanna il Movimento Politico Cattolico Militia Christi con sentenza immediatamente esecutiva a risarcire la somma totale di 60.000 Euro, pari a 20.000,00 Euro ciascuno (oltre che alla definitiva rimozione dal sito internet dell’Associazione Cattolica del comunicato stampa dal titolo “Profanatori ed assassini”), a favore dell’Associazione per la Libertà della ricerca scientifica Luca Coscioni, dell’Associazione La Rosa nel Pugno e del dr. Mario Riccio, tutti difesi dall’Avv. Giuseppe Rossodivita.
La senatrice Binetti e l'onorevole Volontè, convenuti a giudizio la prima dal dr. Mario Riccio, dall’Associazione Coscioni e da Radicali Italiani, davanti al Tribunale di Roma, il secondo da Marco Pannella, Emma Bonino e Marco Cappato, si sono difesi dietro l'immunità parlamentare e l’insindacabilità delle opinioni espresse da parlamentari attraverso i giornali ed i comunicati.


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