venerdì 26 giugno 2009

Festini Hard alla Camera. Inchiesta di Roma del 1999

Il Giornale rilancia: squillo a Montecitorio per incontrare un personaggio "importante". Stando a quanto scrive Il Giornale, dopo una soffiata di una prostituta, si è scoperto che ben due squillo entravano a Montecitorio senza lasciare documenti all’ingresso e che, dopo esser stata accolta da un «segretario», una di loro successivamente veniva fatta accomodare in una stanza dove di lì a poco si sarebbe «congiunta carnalmente» con un personaggio, all’epoca, definito «importante».
E' questa un'inchiesta avviata nel 1999 dal pm capitolino Felicetta Marinelli e conclusasi il 4 ottobre 2000 con il patteggiamento a un anno della maîtresse R.F. che avrebbe avuto contatti con noti politici e esponenti di enti pubblici, fedelissimi a D'Alema allora Premier, al fine di ottenere appalti o erogazioni in denaro, organizzando per loro incontri a sfondo sessuale.
I nomi citati dal Giornale e che ritornano nei verbali dell'indagine, sono quelli di Vincenzo Morichini, di Ina-Assitalia, Franco Mariani, un tempo responsabile dei trasporti del Pci-Pds e ora presidente dell’autorità portuale di Bari, Roberto De Santis, che già si conosce per la vicenda sulla famosa barca di D'Alema, e Nicola Latorre, PD.
Le persone di fiducia di D’Alema finite agli atti del procedimento numero 10498/99, a eccezione di Latorre, sono state prese a verbale come persone informate dei fatti direttamente negli uffici della Settima sezione della Questura di Roma. Obiettivo era capire se veramente RF facesse ricorso a ragazze a pagamento per «convincere» persone importanti a dare una mano alla sua agenzia di pubblicità nella gestione di eventi, convegni (la donna ne ha organizzato un paio per la Camera dei deputati) appalti e pubblicazioni per strutture come Alitalia, Banca di Roma, Enel, Eurostar, Ina-Assitalia, Acea, Inpdap, ecc...

Riflessione personale. Si rivanga un'inchiesta archiviata quasi 10 anni fa. Il motivo può essere palese, ma se fosse solamente dovere di cronaca, spero che il Giornale si prenda la briga di portare avanti fino in fondo il tutto e cercare di dimostrare ciò che afferma. Solo così potrà rivelarsi un'ottima iniziativa, perchè farà capire come il puttanaio non ci sia solo da una parte. Questa mossa, tuttavia, non può non farmi pensare ad un tentativo di sviare l'attenzione dall'Inchiesta di Bari, oltre che un tentativo di far passare ciò in cui è coinvolto Berlusconi come qualcosa di meno grave.
C'è in oltre da dire che D'Alema (che non è uno stinco di santo nemmeno lui) non sembra essere l'Ultimo Utilizzatore, ma ricorre come nome solo in quanto è amico dei sopra citati.
Le otto domande che il Giornale pone a D'Alema
.Perché l’inchiesta sui D’Alema boys è stata chiusa così frettolosamente?
.Che cosa ha esattamente ricevuto in cambio dei suoi servizi la maîtresse che forniva le ragazze?
.È vero che appalti che riguardavano anche società partecipate dallo Stato sono stati inquinati da questo vorticoso giro di squillo a Montecitorio e dintorni?
.Come mai la nostra solerte magistratura (che a Bari sta facendo sfilare in Procura lucciole, escort e trans per stabilire quante feste si tengono a Cortina) non ha sentito l’esigenza di appurare chi era quel «politico molto influente» che ha goduto dei favori di una prostituta all’interno della Camera dei deputati?
.Perché nessun investigatore è stato punto dalla curiosità di approfondire i rapporti tra la famosa maîtresse e l’onorevole Lorenzo Cesa, cattolico, attuale segretario dell’Udc, visto che i due erano in società insieme?
.Come mai in quel caso nessuno si affrettò a passare le «carte» agli organi di informazione?
.Qualcuno crede davvero che l’indagine rivelata dal Giornale non contenga elementi molto più seri di quella che sta avvelenando la vita del Paese da settimane?
.Qualcuno crede davvero che quella vicenda si sarebbe risolta in modo così rapido e indolore se al posto di D’Alema ci fosse stato Berlusconi?
Potrebbero benissimo avere come risposta un: "E che ne so?".Ovviamente D'Alema, minacciando una querela, non ha fatto una bella mossa.

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