venerdì 26 giugno 2009

Iran: continua la rivolta.

La protesta in Iran non si placa e la repressione delle forze dell'ordine, con il sostegno delle milizie religiose Basiji, pure.
Il voto, per il governo iraniano, è valido, nonostante le discrepanze di 3 milioni di voti, quindi non si voterà di nuovo.
Il governo cerca di placare la rivolta con ogni mezzo possibile, dalla repressione all'arresto di chiunque si schieri a favore dei protestanti. Almeno settanta i docenti universitari sono arrestati nella notte solo per aver avuto un incontro con il leader dell'opposizione, oltre a 25 giornalisti del Kalemeh Sabz, giornale vicino a Mousavi.
Una notizia ANSA sostiene che sarebbero già stati liberati 66 dei 70 docenti. Lo affermano oggi alcuni blog; uno in particolare cita come fonte un giornalista iraniano che ha diffuso la notizia su Twitter in persiano. Sempre secondo blog, sarebbero stati rilasciati anche il direttore del giornale di Mussavi, Alireza Beheshti, e un fotografo freelance che collabora col sito d'informazione Demotix.
La Fifa ha addirittura chiesto al governo di Teheran delle risposte in merito alla sorte dei calciatori della nazionale iraniana che sono scesi in campo durante la partita contro la Corea del Sud con una fascia verde al braccio, simbolo della protesta. Anche cittadini stranieri, accusati di essere responsabili dei tumulti nati dopo le elezioni.
Il Ministro dell'Intelligence Gholam Hossein Mohseni-Ezhei ha accusato anche la BBC inglese di avere avuto un ruolo rilevante nei recenti tumulti. La Guida Suprema Ali Khamenei sta, infatti, iniziando a parlare di complotto internazionale da parte del Regno Unito e USA. Accuse che hanno costretto Londra a ritirare i diplomatici.
Intanto il Ministro degli Esteri Manuchehr Mottaki, ha ufficializzato la sua non partecipazione alla riunione allargata dei ministri degli Esteri del G8 sull'Afghanistan e il Pakistan in programma a Trieste.
Secondo il The Guardian del 22 Giugno Mojtaba Khamenei, il secondogenito della Guida Suprema iraniana, l'ayatollah Ali Khamenei, si starebbe affermando come uno dei protagonisti della repressione attuata dal regime di Tehran nei confronti dei sostenitori di Mir Hossein Mousavi. Sempre secondo il The Guardian, la Guida Suprema Khamenei starebbe manovrando per posizionare il figlio come suo successore. Formalmente questa posizione dovrebbe essere decisa dall'Assemblea degli Esperti, un organismo di esponenti religiosi presieduto da Ali Akbar Hashemi Rafsanjani, ex presidente, rivale di Ahmadinejad e di Khamenei, che sostiene Mousavi.
La tv Iraniana Press TV ha accusato la CNN, che parlava di violenta repressione e di utilizzo di armi da fuoco sulla folla, di diffondere notizie false. In realtà tali notizie hanno come fonte blog, Facebook e Twitter, direttamente dai manifestanti.
La stessa Press TV rende nota la notizia che 8 miliziani
islamici Basiji sono stati uccisi con colpi di arma da fuoco dai manifestanti durante i disordini dei giorni scorsi. I Basiji sono sempre stati considerati la parte più violenta del sistema di repressione del presidente Ahmadinejad.
Le vittime, in totale, sarebbero una ventina, tra fonti ufficiose e ufficiali.

Quanto potrà andare avanti?

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