mercoledì 24 giugno 2009

Appello di Minzolini al Tg1



Questo è il video dell'appello di Minzolini, direttore del Tg1, del 22 giugno 2009 durante l'edizione delle 20.00. Minzolini risponde alle critiche secondo cui il Tg1 si è astenuto dal dare la notizia sulle indagini della procura di Bari sul caso Patrizia D'Addario, Tarantini & C., nel quale sarebbe coinvolto anche Silvio Berlusconi come "utilizzatore finale".
Minzolini spiega che il Tg1 ha assunto una posizione prudente in quanto queste notizie altro non sono che "gossip", poiché non ci sono ancora certezze. Sono solo chiacchiericci. Paragona la situaizone in cui è caduta la "vita privata" del Premier a ciò che accadde qualche anno fa al portavoce di Romano Prodi, Sircana. Afferma inoltre che sarebbe stato incomprensibile dare spazio a tali notizie a scapito di notizie più importanti come la situazione in Iran, la decisione degli USA circa le nuove regole per il risparmio energetico nel mondo e il G8.
Permettetemi qualche riflessione. Non c'è dubbio che una scappatella definita "gossip" possa essere ritenuta molto meno importante della situaizone in Iran e le altre citate, dando più spazio a queste che alla prima. Non c'è dubbio che non si può ancora accusare Silvio Berlusconi in quanto non ci sono prove certe e l'indagine ancora è in corso. Non c'è dubbio che molti giornali ne stanno parlando forse fin troppo.
C'è tuttavia un grossissimo errore nell'appello di Minziolini, ovvero l'abbassamento di quanto sta accadendo a puro gossip. Troppo semplice accantonare la faccenda, riparandosi dietro l'appello alla privacy e definendo il tutto un puro chiacchiericcio. Non è così. L'indagine della procura di Bari ha messo in luce fatti che non possono passare inosservati.
E' possibile parlare di "servizio pubblico" quando cittadini italiani che non leggono giornali o non si informano on-line ma guardano solamente i Telegiornali (9,1% della popolazione, più un 37,5% che guarda Tg e raramente legge un quotidiano), mai avranno sentito parlare delle dichiarazioni della D'Addario, di Tarantini e delle registrazioni?
Prima di tutto c'è da dire che non si tratta di "vita privata" del nostro Premier. Fosse una persona qualunque ha tutto il diritto di divertirsi come meglio crede, ma, ahilui, non è un cittadino qualunque, è colui che dovrebbe rappresentare tutti gli italiani nel mondo intero. Durante G8 che si svolgerà all'Aquila (...) Berlusconi rappresenterà tutti gli italiani, così come Obama tutti gli Americani, Sarkozy tutti i Francesi ecc. Già all'estero passiamo tutti per mafiosi, passare pure per puttanieri forse è un po' troppo.
Secondo. Si parla di candidature: Patrizia D'Addario è stata candidata a La Puglia prima di tutto, non per merito, ma a quanto pare come "contentino" per non essere stata candidata alle Europee. Lo scandalo delle candidature raccomandate già si era fatto sentire per le Europee, riguardo alle famose "veline in lista". Ora si ha a che fare non solo con show girl, ma con escort ed il motivo delle candidature sembra essere molto lontano da meriti (politici) delle suddette.
Terzo, ma più importante, la questione non riguarda tanto le scappatelle di Silvio, quanto la sicurezza (e si...anche quella di Silvio stesso). Se ci pensate, un'escort è riuscita a portare dentro Palazzo Grazioli un registratore, registrare le sue conversazioni con il Premier, scattare foto, girare video, senza che nessuno se ne fosse accorto, per poi spifferare il tutto alla stampa. Che si sia trattato di vendetta personale poco importa. Ciò che importa è che a causa di questo vizietto, il nostro Premier sarebbe un possibile bersaglio di ricatti, mettendo a rischio la sua sicurezza che la sicurezza della nazione stessa.
Ecco perchè la vita privata di un Capo di Stato non può essere in toto "privata". E' e rimane un Capo di Stato anche se è in pantofole e vestaglia.
La polemica contro il Tg1 ed a sua volta la risposta di Minziolini non hanno centrato il punto. L'informazione non deve incentrarsi su "quante escort sono andate con Berlusconi" e "ma quanta bassezza morale ha il nostro Premier" e solo su questo, ma l'informazione deve fare capire quali conseguenze ha il tutto. E' ovvio che se si parla solo di scappatelle si scade nel gossip, ma non di questo si deve parlare.
Ecco che come politica interna queste notizie dovrebbero avere uno spazio importante sia nei quotidiani sia nei telegiornali.
Vi lascio con queste parole:
“Le smentite a ripetizione rivelano solo che abbiamo una classe politica nuova che non ha ancora assimilato il fatto che un politico è un uomo pubblico in ogni momento della sua giornata e che deve comportarsi e parlare come tale. […] Quattro anni fa, e cioè in tempi non sospetti, scrissi che la nomina di Giampaolo Sodano alla Rai nasceva dai salotti di Gbr, la televisione di Anja Pieroni. Oggi penso che se noi avessimo raccontato di più la vita privata dei leader politici forse non saremmo arrivati a tangentopoli, forse li avremmo costretti a cambiare oppure ad andarsene. Non è stato un buon servizio per il paese il nostro fair play: abbiamo semplicemente peccato di ipocrisia. Di Anja Pieroni sapevamo tutto da sempre e non era solo un personaggio della vita intima di Craxi. La distinzione fra pubblico e privato è manichea: ripeto, un politico deve sapere che ogni aspetto della sua vita è pubblico. Se non accetta questa regola rinunci a fare il politico.”
Augusto Minzolini, proprio lui, Repubblica, 29 ottobre 1994, pagina 34

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