martedì 30 giugno 2009

Svezia: genitori tengono segreto il sesso del figlio/a

Una coppia di genitori svedesi ha acceso un dibattito in Svezia a causa della loro decisione di non voler rivelare il sesso dell'erede, chiamato Pop, di due anni e mezzo. La loro decisione, a loro dire, si basa sull'idea femminista che il sesso sia qualcosa di socialmente costruito.
“We want Pop to grow up more freely and avoid being forced into a specific gender mould from the outset. It's cruel to bring a child into the world with a blue or pink stamp on their forehead.”
Ovviamente Pop sa benissimo quali sono le differenze tra maschi e femmine, ma per non forzarlo i genitori hanno deciso di non usare su di lui nessun pronome, né maschile né femminile. Lo chiamano solamente "Pop". Cioè lui/lei sa quale sia la differenza tra maschietti e femminucce, ma non sa se è l'uno o l'altra. O meglio, sa benissimo cosa c'è dentro il pannolone, ma il comportamento dei genitori verso di lui è volto a non forzare la sua scelta. E' lui/lei che deciderà cosa essere. Il guardaroba di Pop è molto vario così come il suo taglio di capelli. E' Pop stesso/a che decide come vestirsi ogni mattina.

Va benissimo la parità dei sessi, va benissimo la libertà di scegliere quale orientamento sessuale più ti aggrada, va benissimo, se ti senti donna o uomo, cambiar sesso, ma ciò che il fisico mostra non può essere nascosco con giochetti mentali, c'è il rischio, riprendendo le parole dei genitori stessi, di forzare Pop a non-essere nulla, quando qualcosa è. Tenere il pargoletto/a in una sorta di "limbo sessuale" finché lui/lei stesso/a non deciderà se andare da una parte o dall'altra, lo trovo più crudele che crescerlo per quello che è, come sostengono i genitori.
Che ne è dell'identità personale del fanciullo?
Magari mi sto sbagliando, ma la mia prima impressione è stata questa.

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