mercoledì 8 luglio 2009

3 anni e sei mesi ai poliziotti che hanno ucciso Federico Aldrovandi

Il giudice Filippo Maria Caruso, del tribunale di Ferrara, ha condannato a 3 anni e 6 mesi di carcere i 4 poliziotti accusati di eccesso colposo nell`omicidio colposo di Federico Aldrovandi, di 18 anni, morto il 25 settembre 2005 durante un intervento di polizia.
Paolo Forlani, Monica Segatto, Enzo Pontani e Luca Pollastri, grazie all'indulto, non trascorreranno nemmeno un minuto in carcere. Anzi, continueranno a fare il "loro lavoro".
Inoltre i poliziotti dovranno sborsare 100mila euro di risarcimento per entrambi i genitori, 50mila per il fratello Stefano e altrettanti per il nonno Germano Aldrovandi, anch’essi costituitisi parti civili. Oltre a questo, dovranno pagare le spese legali all’accusa privata: 70mila euro a entrambi i genitori, 50mila al nonno e 20mila per il fratello.

Due testimoni hanno riferito che Federico è stato ferocemente ucciso senza che fossero state ascoltate le sue richieste di aiuto, con manganellate in testa oltre che su braccia, gambe e schiena, il trascinamento sull`asfalto e lo schiacciamento del corpo da parte di uno dei militari che ha portato il giovane alla morte anche per ipossia.
I risultati della perizia medico legale hanno evidenziato ecchimosi ed ematomi sparsi su tutto il corpo, fra cui una lesione alla testa in sede occipitale, testicoli schiacciati, una profonda ferita su una natica e graffi sul viso. Secondo la tesi di un cardiopatologo dell`Università di Padova, il professor Thiene, il cuore di Federico avrebbe subito un arresto dopo aver ricevuto un colpo violento.
I difensori di Pellegrini, Vecchi, Bordoni e Trombini hanno chiesto l`assoluzione degli agenti, sostenendo che Federico si era procurato da solo le ferite, autolesionismo per effetto delle sostanze psicotrope assunte la notte prima assieme agli amici al Link di Bologna, sostanze che poi gli avrebbero procurato lo scompenso di ossigeno fatale. Secondo le difese, dunque, gli imputati agirono rispettando le regole previsto per interventi di contenimenti di persone fuori controllo.

La condanna di primo grado per eccesso colposo in omicidio colposo lascia, a mio parere, a desiderare. Avrei preferito un preterintenzionale. I manganelli spaccati sul corpo di Federico non penso possano passare inosservati.
Articoli del Codice Penale:

Art. 581: Percosse
Chiunque percuote taluno, se dal fatto non deriva una malattia nel corpo o nella mente, e` punito, a querela della persona offesa, con la reclusione fino a sei mesi o con la multa fino a lire seicentomila.
Tale disposizione non si applica quando la legge considera la violenza come elemento costitutivo o come circostanza aggravante di un altro reato.

Art. 582: Lesione personale
Chiunque cagiona ad alcuno una lesione personale, dalla quale deriva una malattia nel corpo o nella mente, e` punito con la reclusione da tre mesi a tre anni.
Se la malattia ha una durata non superiore ai venti giorni e non concorre alcuna delle circostanze aggravanti previste negli artt. 583 e 585, ad eccezione di quelle indicate nel n. 1 e nell`ultima parte dell`articolo 577, il delitto e` punibile a querela della persona offesa.
Articolo cosi` modificato dalla L. 26 gennaio 1963, n. 24. Il secondo comma e` stato successivamente cosi` sostituito dalla L. 24 novembre 1981, n. 689.

Art. 584: Omicidio preterintenzionale.
Chiunque, con atti diretti a commettere uno dei delitti preveduti dagli articoli 581 e 582, cagiona la morte di un uomo, è punito con la reclusione da dieci a diciotto anni.

Art. 589: Omicidio colposo
Chiunque cagiona per colpa la morte di una persona e` punito con la reclusione da sei mesi a cinque anni.
Se il fatto e` commesso con violazione delle norme sulla disciplina della circolazione stradale o di quelle per la prevenzione degli infortuni sul lavoro la pena e` della reclusione da uno a cinque anni.
Nel caso di morte di piu` persone, ovvero di morte di una o piu` persone e di lesioni di una o piu` persone, si applica la pena che dovrebbe infliggersi per la piu` grave delle violazioni commesse aumentata fino al triplo, ma la pena non puo` superare gli anni dodici.
Articolo cosi` modificato dalla L. 11 maggio 1966, n. 296.
Avranno avuto intenzione di menare Federico (senza volerlo uccidere ovviamente, se no si passa al volontario) oppure il fatto che siano stati in divisa e quindi in servizio, da loro il beneficio del dubbio che nessun agente di polizia ha intenzione di picchiare volontariamente uno in manette, ma solo eccede?
Non siamo giudici, quindi non possiamo criticare una sentenza di primo grado, ma il fatto che siano stati dati 3 anni, con conseguente libertà grazie all'indulto e con conseguente possibilità dei 4 poliziotti di continuare il loro servizio, mi sembra tutt'altro che giustizia.

Nessun commento:

Posta un commento