giovedì 9 luglio 2009

Cittadini Italiani comprano una pagina di Repubblica, Di Pietro compra una pagina sull'Herald Tribune

La prima, è nata da un'iniziativa di Geronimo Emili in occasione del G8, nata dal basso e sviluppata grazie ad un gruppo su Facebook. Nessun finanziamento politico, nessun nome famoso tra la lista dei sottoscrittori.
LA STAMPA NON PUÒ ESSERE SOGGETTA AD AUTORIZZAZIONI O CENSURE
Art. 21 della Costituzione Italiana, 1948

BISOGNEREBBE NON AVERE OGNI GIORNO SINISTRA E MEDIA CHE CANTANO LA CANZONE DEL DISFATTISMO E DEL CATASTROFISMO. ANCHE VOI DOVRESTE OPERARE, ANZI DOVRESTE FARE DI PIÙ: NON DATE PUBBLICITÀ A CHI SI COMPORTA COSÌ.
Silvio Berlusconi ai giovani industriali italiani, 13 giugno 2009

Con questa sua dichiarazione rilasciata di fronte ai giovani imprenditori italiani, Silvio Berlusconi ha espresso l’invito a boicottare, sospendendo gli investimenti in pubblicità, quelle testate che raccontano la verità sulla crisi economica; ha poi attaccato direttamente Repubblica accusandola di guidare un piano eversivo. È la prima volta che un premier occidentale invita ad alterare il mercato e a boicottare i giornali a lui sgraditi.

Riteniamo inaccettabile questa forma di pressione: è un comportamento che richiama forme di governo tipicamente non democratiche.

Questo appello non è rivolto a quei cittadini preoccupati per Repubblica, anche perché siamo convinti che la maggioranza degli imprenditori non aderirà all'invito, avendo loro un senso dello stato e della democrazia molto più radicato e profondo rispetto a quello del Capo del Governo. Noi intendiamo rivolgerci a coloro che credono che questa ingerenza sia indegna, illiberale e antidemocratica. Non contestiamo il governo, le sue scelte o la sua politica; contestiamo la forma e la sostanza di chi lo presiede quando esprime queste modalità aberranti dell'esercizio del potere.

Egregi Presidenti

Angela Merkel, Taro Aso, Gordon Brown, Stephen Harper, Dmitry Medvedev, Barack Obama e Nicolas Sarkozy:

FATELO SAPERE, NON LASCIATECI SOLI!
Questa pagina è stata acquistata da un gruppo di liberi cittadini di diversi orientamenti politici che hanno deciso di autotassarsi perché fortemente imbarazzati, nonché preoccupati per la progressiva perdita della libertà di stampa e per il ruolo di guardiano attento della democrazia che essa ricopre.
Fonte: Pagina su Repubblica

La seconda da un'iniziativa di Di Pietro:
"Appello alla comunità internazionale. La democrazia in Italia è in pericolo": è il titolo che campeggia a caratteri cubitali sulla pagina di pubblicità sull'International Herald Tribune acquistata dal leader dell'Italia dei valori Antonio Di Pietro. A lato una grande foto di Di Pietro, che sovrasta il simbolo dell'Idv. Il testo è tutto puntato sul lodo Alfano, il cui meccanismo viene brevemente spiegato in inglese nei contenuti. Dopo le denunce di incostituzionalità sul testo da parte di "più di 100 costituzionalisti", viene ricordato che il 6 ottobre la Corte costituzionale dovrà pronunciarsi sullo scudo per le alte cariche, e racconta la cena nella casa del giudice della Consulta Mazzella cui presero parte anche Berlusconi e il ministro della Giustizia Alfano. "Faccio appello - si conclude il messaggio di Di Pietro - alla comunità internazionale perché faccia circolare queste informazioni ed eserciti la pressione necessaria per assicurare i principi di libertà democratica e di indipendenza della Consulta, così da scongiurare che la nostra democrazia in Italia venga trasformata in una dittatura di fatto"
Fonte: Repubblica.it
Sputtanamento dell'Italia all'estero? Non penso. Rischia di essere la pura verità.

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