venerdì 31 luglio 2009

Tagli al Fondo Unico per lo Spettacolo: proteste a Roma

Poco se ne parla e dunque poco se ne sa. La Finanziaria 2009 prevede tagli di 200 milioni al Fondo Unico per lo Spettacolo. Ne avevo già parlato qui, accennando qualcosina.
Ieri e l'altro ieri ci sono state a Roma manifestazioni in Piazza Navona, davanti al Senato durante le votazioni del decreto anticrisi che non prevede il reintegro di fondi alla cultura, e in Piazza della Repubblica, in concomitanza con la conferenza di presentazione della Mostra del Cinema di Venezia.
Il Consiglio regionale della Toscana ha approvato a maggioranza una mozione a sostegno del ripristino del Fondo unico per lo spettacolo. Viene chiesto alla Giunta regionale toscana di far pressione verso le Presidenze di Camera e Senato e verso i gruppi parlamentari al fine di ripristinare il Fondo, almeno ai livelli stabiliti dalla finanziaria 2007 del Governo Prodi.

Le conseguenze di questo taglio sono enormi. Sono a rischio 250 mila posti di lavoro nello spettacolo a livello nazionale e la qualità delle risorse artistiche, per non parlare del livello culturale generale degli italiani.
Siamo già oggettivamente un popolo ignorante, ora lo diventeremo ancora di più. Con 200 milioni di euro in meno, il Teatro, la Lirica, la Musica rischiano di scomparire pian piano, perchè sono realtà che non rientrano nello showbusiness. E così dovrebbe essere, non devono essere macchine per fare soldi, se no addio alta cultura, l'unica cosa che ci salva dalla lobotomizzazione totale della TV.
Dobbiamo dire addio agli spettacoli all'Arena di Verona, al Festival della Letteratura a Mantova e della Filosofia a Modena? Tanto per fare degli esempi illustri. Questi sono grandi eventi, ma chi verrà più colpito sono eventi di più piccolo calibro, come i concerti di musica classica, di jazz, produzioni teatrali di vario tipo.
E' vero. La massa preferisce la tv spazzatura al teatro. Solo il 10% della popolazione italiana partecipa ad eventi di questo tipo, contro il 18% della media Europea. E' un buon motivo questo per lasciar andare alla deriva lo Spettacolo? Siamo ignoranti e lo saremo sempre più, ma forse è proprio questo ciò che vogliono o comunque poco gli importa.

Ci sono poche cose di cui un Italiano può vantarsi. Arte e spettacolo (non televisivo ovviamente) sono tra queste. Lasciando morire anche questa parte dell'Italia, rischiamo veramente di rimanere con Pizza e Mafia (il mandolino va a farsi benedire). Alla faccia dell'identità nazionale.

Dovremo accontentarci delle pillole poetiche di Sandro Bondi?

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