martedì 28 luglio 2009

Giovanni Mercadante, Forza Italia, condannato per Mafia

Giovanni Mercadante, ex deputato regionale di Forza Italia per la Sicilia e parente del boss di Prizzi Masino Cannella, è stato condannato a 10 anni e 8 mesi dal Tribunale di Palermo con l'accusa di Associazione Mafiosa.
Il processo "Gotha" ha visto la condanna anche di altri 4:
Il medico Nino Cinà colpevole di mafia ed estorsioni, che ha avuto 16 anni, in continuazione con una precedente condanna; al capomafia di Torretta Lorenzo Di Maggio sono stati dati 9 anni e 4 mesi per un'estorsione (ma e' stato assolto da un'altra ipotesi); Bernardo Provenzano, che qui rispondeva di estorsione, ne ha presi 6; infine a Paolo Buscemi, titolare del locale 'Boca Chica', imputato di favoreggiamento per non avere ammesso di avere pagato il pizzo, 6 mesi.

"Giovanni Mercadante è una creatura di Provenzano, dottore". Con queste parole, risalenti all'8 Agosto 2002, Mecadante è stato segnalato dal pentito Nino Giuffrè ai magistrati della Direzione distrettuale antimafia di Palermo.
L'imputato assisteva i mafiosi bisognosi di cure e si sarebbe prestato anche per eseguire o far eseguire delicati esami clinici su Saveria Palazzolo, compagna di Provenzano.
Il nome del medico, crittografato con un codice segreto, fu decrittato dagli esperti della polizia su una delle lettere che Provenzano si scambiava con i familiari e che fu intercettata nel gennaio 2001, al momento della cattura del boss Benedetto Spera.
Nel 2001, guarda caso, Mercadante viene eletto nelle file di Forza Italia e nell’Assemblea regionale siciliana, anno in cui la Casa delle Libertà ottiene il 63,3%. Cuffaro era il frontman, ricordiamolo.
Altre accuse contro Mercadante vengono dai pentiti Giovanni Brusca, Angelo Siino e una serie di intercettazioni. Marcadante era infatti già stato indagato due volte, tra il 2001 e il 2005, ma la Direzione Distrettuale antimafia di Palermo preferì archiviare il tutto, in attesa di qualcosa di più convincente.
Secondo i pm Antonino Di Matteo e Gaetano Paci, che hanno chiesto la condanna di Mercadante a 14 anni di reclusione, l'ex deputato avrebbe ottenuto i voti e gli appoggi elettorali dei boss, e si sarebbe prestato a fare da 'braccio politico' di Provenzano.
Il contesto in cui si è destreggiato Mercadante viene ricostruito così dal Giudice per le indagini preliminari:
“A partire dagli anni Novanta, nella “cordata Provenzano” entra a far parte un gruppo ristretto di consiglieri e di persone lungimiranti chiamato a raccolta dall’anziano boss per le questioni più delicate. Quel trust di cervelli deve aiutarlo a tessere la trama per recuperare consenso e intrecciare nuovi legami dopo le stragi del ‘92 e ‘93. Di questo gruppo fa parte pure l’onorevole regionale Giovanni Mercadante, eletto nel 2001 nelle liste di Forza Italia”.
In aula, tra una negazione e l'altra, Mercadante avrebbe nominato Schifani:
«Nel 1996, non ero candidato. Di Miceli (arrestato nel 2002 e condannato come cassiere di Provenzano) e suo genero Leo Pomilla sostennero Misuraca, candidato di Forza Italia alle regionali, e Schifani, in corsa per le nazionali... L' avrebbero votato a prescindere, perché Schifani era il solo candidato che si opponeva alla sinistra».
Da aggiungere alla lista dei mafiosi di Forza Italia.

Fonte: L'Unità

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