lunedì 13 luglio 2009

Sulla candidatura di Beppe Grillo

Beppe Grillo si vuole candidare alle primarie del PD, rischiando di diventare, di fatto, il quinto incomodo, tra Bersani, Franceschini, Marino e Adinolfi. Lo ha fatto annunciandolo sul suo blog. A prima vista mi sembrava una burla, mirata a creare scompiglio in casa PD, ma a quanto pare la candidatura è seria. Non è così semplice tuttavia. Non tanto per il fatto che essendo un personaggio scomodo troverà ben pochi sostenitori nel nostro Parlamento e gli stessi del PD cercheranno di sbatterlo fuori, scervellandosi come pochi, ma proprio dal punto di vista formale.
Beppe Grillo non era iscritto al PD al momento del suo annuncio. Secondo infatti lo Statuto del Partito Democratico, all'articolo 9, commi 3 e 4.
3. Possono essere candidati e sottoscrivere le candidature a Segretario nazionale e componente dell’Assemblea nazionale solo gli iscritti in regola con i requisiti di iscrizione presenti nella relativa Anagrafe alla data nella quale viene deliberata la convocazione delle elezioni.

4. Per essere ammesse alla prima fase del procedimento elettorale, le candidature a Segretario devono essere sottoscritte da almeno il dieci per cento dei componenti dell’Assemblea nazionale uscente o da un numero di iscritti compreso tra millecinquecento e duemila, distribuiti in non meno di cinque regioni.
Per il comma 4 non penso ci saranno tanti problemi per il buon Beppe. Duemila firme sparse in non meno di cinque regioni, penso possa raggiungerle ad occhi chiusi.
Il problema sarebbe il comma 3. Beppe Grillo tuttavia non è stupido, infatti ha chiesto la tessera del PD, suscitando ancora più scalpore.
Primo fra tutti, Fassino:
"Grillo non è iscritto al Pd e lo ha attaccato di continuo. La sua candidatura è un boutade un po' provocatoria e non c'è alcuna ragione per considerarla una cosa seria. Bisogna vedere se noi accettiamo la sua iscrizione al partito e non penso che si possa accettare. Per correre per la segreteria non basta l'iscrizione, perchè qualsiasi associazione al mondo non accetta chi aderisce in modo strumentale ma ritiene che ogni adesione debba essere vera e sincera ai valori e allo finalità del Partito. Per me la cosa finisce qua".
E ancora a RepubblicaTV.
"Un partito non è un taxi, uno lo prende, paga la corsa e poi scente. Un partito è una cosa seria. [...] Ci si iscrive a un partito e ci si candida a guidarlo quando in quel partito ci si riconosca e se ne condividono finalità obiettivi e politica. Grillo tutto questo non l'ha mai manifestato, anzi, Grillo ha sempre manifestato un'ostilità condita di irrisione ed attacchi molto violenti e spesso anche volgari [...]."
Chi sembra invece appoggiarlo è l'ottimo Marino:
"Seguendo le regole della democrazia, chiunque ha le carte e le firme lo può fare. Io non giudico le persone, se Grillo arriverà con una mozione strutturata e risposte concrete sui temi che preoccupano le persone che vivono nel Paese, non vedo perchè debba essere escluso"
Staremo a vedere. Penso sia palese che, nonostante ostentino sicurezza, i vertici del PD si sentano minacciati. In fin dei conti Grillo è più popolare di tutti loro messi insieme ed ha un ottimo rapporto con Di Pietro con il quale potrebbe iniziare una buona collaborazione, cosa che ultimamente non accade tra PD ed IDV.
Rimango comunque perplesso. Il fatto che lui abbia detto che mai sarebbe sceso in politica, non mi tocca più di tanto, penso sappia quello che sta facendo, tuttavia Grillo è un pregiudicato. E' stato condannato in via definitiva ad un anno e tre mesi di carcere per omicidio colposo a seguito di un incidente stradale. La sua politica incentrata sulla pulizia del parlamento stonerebbe non poco con la sua candidatura. Non che non mi piaccia Grillo segretario del PD, anzi, ma preferirei un Parlamento pulito che lui Parlamentare. Senza offesa eh.

Questa mia perplessità sfumerebbe tuttavia se l'intento di Grillo fosse veramente, come lui stesso ha affermato, candidarsi per il solo scopo di parlare al Congresso del PD.

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