domenica 13 settembre 2009

VeriChip

VeriChip è un dispositivo applicato sottopelle, con identificazione a radiofrequenza (RFID), prodotto dalla società VeriChip al fine di utilizzarlo in vari campi, dalla sicurezza alla finanza, dalla salute al marketing. E’ lungo 11,1 millimetri, ha un diametro di 2,1 millimetri e trasmette sulla frequenza di 125 kHz. Contiene un numero di verifica unico per persona che viene rilevato passando semplicemente accanto ad un apposito scanner. Un po' come una scatoletta di tonno alla cassa del supermercato.
Viene impiantato nell'area del tricipite tra il gomito e la spalla del braccio destro e la procedura di impianto dura solo alcuni minuti, eseguita tramite un'iniezione sottocutanea. Una volta inserito chirurgicamente non è più espiantabile, non tanto per il fatto che il tentativo di rimozione invierebbe un segnale alle autorità, quanto per il fatto che potrebbe causare la fuoriuscita di liquidi a base di litio e mercurio.
Pionioere della diffusione di questo microchip era un ragazzino, Derek Jacobs, ai tempi di anni 14, il quale, così come i suoi genitori da lui stesso convinti, si è fatto impiantare nel braccio il chip in via sperimentale.
Derek era un bimbo prodigio della Microsoft, dalla quale ha ottenuto la qualifica di ingegnere di sistemi. A guardarlo infatti era una sorta di Mini-me di Bill Gates. Dico "era" perchè è deceduto nel 2006, a 18 anni, per un incidente in moto.

Ma che c'entra la Microsoft con tutto ciò? Facciamo un passo indietro.
La società VeriChip, con il suo progetto Health Link, ha rischiato di andare incontro ad un fallimento commerciale, a causa delle polemiche suscitate che hanno portato ad una battuta d'arresto del progetto. Scott Silverman, dal ruolo di CEO viene retrocesso al semplice ruolo di consulente di vendita del progetto Health Link. Al suo posto viene nominato Joseph Grillo, già CEO di Xmark, una delle più redditizie compagnie sussidiarie della società e specializzata in soluzioni RFID tradizionali, viene venduta.
La sciagura è stata sventata dal pronto intervento della Microsoft e della sua piattaforma HealtVault, interessata al progetto Health Link. Health Link prevede di dotare gli ospedali di reader RFID in grado di identificare i tag sottopelle impiantati nei pazienti, così da avere sotto mano in tempo reale tutte le informazioni medice necessarie, soprattutto in situazioni di emergenzai. Questo progetto è piaciuto così tanto alla Microsoft che ha deciso di salvare la situazione, occupandosi della parte di progetto riguardante la catalogazione dei dati e lasciando alla VeriChip la parte inerente ai Reader RFID. La piattaforma di Microsoft è pensata infatti come un'enorme risorsa online che racchiuderà le informazioni sanitarie dei pazienti.

Secondo la Applied Digital Solutions ben presto un VeriChip 2.0 sarà in grado di leggere le caratteristiche vitali di una persona (battiti cardiaci, temperatura, pressione, colesterolo ecc.) e trasmetterla a un computer. Non troppo lontana sarà la possibilità di collegare il VeriChip direttamente a un satellite per seguire la posizione di una persona, secondo dopo secondo.

Non è un'esclusiva americana: In Inghilterra è già utilizzato negli animali; un locale di Barcellona, il Baja Beach Club, nel 2004 mise a disposizione dei suoi soci importanti un chip a radiofrequenze e il Ministero Italiano della Salute ha approvato nel 2004 un studio clinico che testa un applicazione medica di VeriChip, il VeriMed. Lo studio è cominciato all'Istituto Nazionale Lazzaro Spallanzani a Roma, il 26 aprile 2004. Ai pazienti sarà offerta l'opportunità di utilizzare la tecnologia di VeriMed per fornire le loro informazioni di identificazione personale e la loro recente storia medica.
Non metto in dubbio che questo microchip impiantato sottopelle potrà portare dei vantaggi ed il fatto che, per ora, è facoltativo non mi fa temere più di tanto. Non posso non chiedermi tuttavia se resterà facoltativo anche quando inizierà veramente a prendere piede (ora come ora, diciamocelo, è alquanto sconosciuto). Cosa accadrà a quel punto?
Già mi vedo in una scena simile a questa.


Fonte: web

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