martedì 13 ottobre 2009

Carlucci condannata, Di Pietro e Belpietro indagati

Cominciamo da Gabriella Carlucci: portata in tribunale dalla sua portaborse personale, è stata condannata arisarcire la collaboratrice che le faceva da assistente personale ma non riceveva i contributi previdenziali, né era ufficialmente contrattualizzata. La portaborse era stata classificata come "collaboratrice parlamentare non onerosa", tuttavia la Carlucci la pagava prima 500 euro al mese, poi 1000 dal settembre 2004 al giugno 2006, senza né contratto né accordo formale. Il giudice ha sentenziato che le mansioni della portaborse di Gabriella Carlucci "possono agevolmente ricondursi a quelle di una vera a propria segretaria personale ed inquadrate nel livello terzo di cui al contratto collettivo nazionale per i dipendenti di studi professionali".
Tempo fa un servizio delle Iene "scoprì" che solo l'8% dei 683 collaboratori è in regola.

Di Pietro e Belpietro: indagati dalla Procura di Roma per l'ipotesi di reato di offese al prestigio al Capo dello Stato.
"Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano affermando che non poteva non firmare la legge criminale sullo scudo fiscale, ha compiuto un atto di viltà ed abdicazione", rimproverò Di Pietro a causa della firma pro-Scudo Fiscale.
Belpietro è indagato invece per un articolo di fondo comparso su Libero il 20 settembre scorso, La dignità dello Stato non vale un fusillotto, che faceva riferimento alla visita del capo dello Stato a Tokio. Belpietro sosteneva che il ritardo del rimpatrio delle salme dei sei parà uccisi a Kabul il 17 settembre scorso fu ritardato per consentire a Napolitano di continuare la sua visita in Giappone. Galeotta la frase "che invece di prendere l'aereo a tornare a Roma è andato ad un pranzo a consumare i fusillotti a lenta lavorazione all'Armani tower".

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