giovedì 8 aprile 2010

L'insostenibile leggerezza di Cota e Zaia

Dopo mesi di assenza ritorno pubblicando un articolo di Tania Groppi, costituzionalista, comparso sull'Unità il 3 Aprile, dal titolo "L'insostenibile leggerezza di Cota e Zaia".

L'articolo, che potrete leggere qui, ritrae il buon Cota e il "giovane Zaia" (così appellato da Alfano a Ballarò del 30.03) in una luce ancora più umoristica di quanto già non lo siano.
Riguardo alla loro opposizione tutta regionale nei confronti della Ru486, la Groppi, riferendosi alle sentenze della Corte Costituzionale 282/2002 e 338/2003, scrive chiaro e tondo:
La Corte costituzionale, interpellata a pronunciarsi su leggi regionali che miravano ad impedire l’utilizzo di una terapia “invasiva” come l’elettroshock, è stata chiarissima: stabilire il confine tra terapie ammesse e non ammesse, sulla base delle acquisizioni scientifiche e sperimentali, rientra tra i principi fondamentali di competenza dello Stato, in quanto tocca diritti – quello di essere curato efficacemente e di essere rispettato come persona – la cui tutela deve avvenire in condizioni di eguaglianza su tutto il territorio nazionale, di conseguenza, le regioni non possono intervenire direttamente sul merito delle scelte terapeutiche, in difformità da decisioni assunte a livello nazionale.
[...]
Quel che le Regioni possono fare, in base alla normativa vigente, in quanto responsabili dei servizi sanitari nel proprio territorio, è dettare norme di organizzazione e di procedura, secondo quanto la stessa Corte costituzionale ha precisato. Ovvero, scegliere quali tra i farmaci ammessi possano essere inseriti nel prontuario regionale dei farmaci che si somministrano in ospedale, quando siano possibili più scelte alternative: cosa che evidentemente non può dirsi per la pillola Ru486 che, ad oggi, rimane l’unica opzione possibile per l’aborto farmacologico.
Le questioni dunque sono due: o i neogovernatori nulla sapevano di questa limitazione dei loro poteri, oppure, ben consapevoli ma disposti a mentire ai propri elettori, si mostrano con un pugno di ferro che sotto sotto "non è di vero ferro ma un pezzo di pane ricoperto da un sottile strato di ferro".

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