mercoledì 5 ottobre 2011

Agenzia Moody’s declassa il rating italiano

Anche l'Agenzia Moody's ha deciso di declassarci. Non è bastato il declassamento di Standard & Poor's del 20 settembre, che ha retrocesso l'Italia dal livello A+ al livello A, anche Moody's ci ha fatto scivolare dal livello Aa2 ad A2 con outlook negativo.
Siamo praticamente a qualche gradino dalla spazzatura, pronti a far compagnia a Portogallo (Ba2), Irlanda (Ba1) e Grecia (Ca). Per ora siamo in compagnia di Malta, appena sotto Estonia e Slovacchia al grado A1.

Qui si può vedere la tabella rating delle varie agenzie.

Si legge dunque che, sia per Standard & Poor's che per Moody's, l'Italia è, a livello di azienda, "Soddisfacente qualità e liquidità dell'attivo, qualità del management nella media, standard creditizi normali e più debole capacità di copertura debito", mentre le obligazioni sono "...di qualità medio-alta. Garanzia di capitale e interessi adeguati ma sussistono fattori che rendono scettici sulle capacità future di rimanere tali".

Perché sono importanti queste tabelle?
Moody's, così come S&P e Fitch esegue ricerche finanziarie ed analisi su attività commerciali e governati statali. Realizza quindi un rating, cioè un indice che misura la capacità degli enti analizzati di restituire i crediti ricevuti in base ad una scala standardizzata. In altre parole il rating misura il rischio che il debitore non paghi interessi e capitali.
L'importanza delle classifiche stilate da queste società è dovuta al fatto che le loro valutazioni si riflettono in modo quasi immediato sul mercato, determinandone orientando e scelte degli investitori.

Le conseguenze per questo declassamento sono facilmente (e molto superficialmente, non sono un economista) capibili in questo modo:
Immaginate di dover salire una scala lunghissima, alla fine della quale si arriverebbe all'idilliaco e pieno funzionamento dell'economia nazionale (rating AAA). L'Italia ultimamente, per la crisi, sta arrancando, cercando con varie manovre di salire più gradini possibili, chiedendo anche aiuto a fondi internazionali che la farebbero, al momento, risalire più velocemente. Finanziamenti che poi ovviamente andrebbero a innalzare il debito pubblico e che quindi, in teoria, andrebbero un giorno restituiti.
Immaginate ora che i punteggi dei rating possano essere intesi come "pianerottoli" tra una rampa di scale e l'atra. L'Italia, all'inizio della crisi, si trovava al pianerottolo A+ secondo S&P, fino ad essere declassata al pianerottolo inferiore, A.
Gli aiuti finanziari internazionali, tuttavia, più ci si trova ad un pianerottolo basso, più difficilmente vengono dati in quanto è più difficile che lo stato in questione possa restituire il credito e, quindi, più difficilmente si riesce a salire la rampa di scale.
Retrocedere di uno o due pianerottoli significherebbe, dunque, avere maggiori difficoltà ad accedere a finanziamenti internazionali e quindi avere maggiori difficoltà di crescita.

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