giovedì 5 luglio 2012

Il bosone di Higgs


Ieri l'annuncio ufficiale a Ginevra. Il bosone di Higgs è stato trovato. Ci sono voluti più 40 anni (la teorizzazione avvenne nel 1967) e la costruzione del superacceleratore Large Hadron Collider per scovarlo, ma ora Peter Higgs sa che le sue non sono più solo teorie.

Cosa comporta questa scoperta? Per capirci qualcosa è opportuno sapere cosa sia questo bosone di Higgs.
Questa particella è ciò che da massa a tutte le altre particelle facenti parte del Modello Standard della Fisica tradizionale, dando dunque consistenza a tutto l'Universo. Il Modello Standard descrive i costituenti della materia e le forze che interagiscono tra questi. Con il Big Bang si crearono le particelle elementari, 12 mattoni fondamentali di materia, i quark e i leptoni, a cui vanno aggiunti i 12 messaggeri delle forze fondamentali, come il fotone o il bosone W scoperto da Carlo Rubbia. Questo modello ha però bisogno di una particella che riesca a fornire la massa a tutte le precedenti particelle menzionate e questa particella è il bosone di Higgs.

E' stato chiamato “particella di Dio”, contro il parere del suo scopritore, da Leon Lederman nel suo libro The God Particle: If the Universe Is the Answer, What Is the Question?
Lenderman originariamente voleva chiamare il bosone the Goddamn particle, la particella maledetta, nome poi censurato. La volontà originaria dell'autore ci fa dunque capire come non esista alcuna presunzione da parte della fisica tradizionale di scontrarsi, volontariamente, con le religioni tradizionali. Ad Higgs stesso, ateo, non piace il nome particella di Dio proprio perché lo ritiene offensivo per i credenti. 
E' tuttavia innegabile che lo scopo della Fisica sia quello di spiegare tutto ciò che ci circonda. La Teoria del Tutto è il traguardo più alto e spiegare il tutto è anche lo scopo della Religione (You do not understand Science? Try Religion). 

La Religione parla di Creazione, la Fisica Tradizionale parla del bosone di Higgs che conferisce massa. La piccola/grande differenza è che il secondo è appurato, con prove scientifiche inconfutabili, che esista. Non è chiara ancora del tutto la sua natura, ma è sicuro che c'è. 
La scoperta del Cern è dunque la fine della religione? 
In giro per la rete si trovano molti articoli sul rapporto tra questa scoperta e la Religione. Addirittura si legge che:
Il bosone è la miglior conferma che un Dio che “non gioca a dadi” esiste e ha una mente matematica. Quel bosone che conferma Dio
Se è assurdo definire il bosone di Higgs come la prova della non esistenza di Dio, è ancora più assurdo considerarlo come la prova della sua esistenza. E' riduttivo e semplicistico liquidare il tutto con la semplice affermazione "scenza e religione sono due sfere separate", come se questa scoperta non avesse altre ripercussioni se non solo nel campo della Fisica.
E' una scoperta scientifica rivoluzionaria, una di quelle che si studieranno nei libri di scuola alle superiori e con la quale c'è da fare i conti, come è successo per le scoperte di Newton, Galileo e Einstein prima di questa.
Passo dopo passo l'indagine scientifica copre nuovi tasselli e man mano comprendiamo sempre di più l'Universo che ci circonda, come è nato e come funziona. Passo dopo passo la spiegazione fideistica, se non vuole essere cieca difenditrice del Cosmo creato così come è descritto nella Bibbia, perde terreno e si arrocca nell'unico punto in cui la Fisica non ha saputo ancora dare una spiegazione: l'origine.
E' risaputo che la Fisica è arrivata a spiegare quali siano state le condizioni ad un milliardesimo di secondo dal Big Bang. Cosa ci sia prima è ancora da scoprire. La Religione, dal canto suo, crede di saperlo. Prima c'è Dio.
E' altamente probabile che, comunque, un giorno si arrivi a spiegare anche questo e a questo punto che ne sarà della Religione? La "risposta fondamentale sulla Vita, l'Universo e tutto quanto" sarà stata data e non ci sarà nessun Cretore nell'equazione.
La Religione a questo punto perderà ogni pretesa di spiegazione del reale e rimarrà, del tutto e finalmente, isolata alla sola sfera che le compete, quella dell'irreale, di ciò che non si vede ma si crede.

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