sabato 21 luglio 2012

Pierferdinando Casini e il matrimonio gay

Visto che l'Italia se la sta passando da Dio tra economia e lavoro giovanile, le alte schiere si stanno distraendo riportando alla ribalta un argomento che ormai era quasi passato di moda: il "problema" dei matrimoni omosessuali. Il revival in Italia è cosa gradita, siamo un popolo di nostalgici, specialmente quando ci sarebbe qualcosa di molto più urgente a cui pensare. Piuttosto che sbattersi a cercare una soluzione alla ormai quasi inevitabile banca rotta, i nostri politici fare a gara a chi la spara più grossa su un argomento che, per la sua importanza, necessita di essere preso con la massima serietà. Hanno una capacità assoluta a buttare in vacca ogni argomento degno di questo nome. Ciò dispiace.
Si leggno dichiarazioni al limite della tolleranza, con un Pierferdinando Casini che sbrodola parole del tipo:
Quella del matrimonio gay è un'idea incivile, una violenza della natura e sulla natura. Stabilire garanzie giuridiche per una coppia di conviventi anche dello stesso sesso è un fatto di civiltà ma i matrimoni tra gay sono una idea profondamente incivile, una violenza della natura e sulla natura. 
E ancora sulle adozioni gay. 
E' un'idea della società che abbrutisce, che non progredisce ma regredisce perchè vuol dire che è più forte il desiderio di maternità che quello della tutela del bambino, e noi siamo dalla parte del bambino.
La nostra non è una idea oscurantista ma di libertà, progresso e rispetto dei più deboli.
fonte Repubblica.it
Ne è proprio convinto, lo ribadisce anche su Twitter:"Stabilire garanzie giuridiche per coppie convinventi è un fatto di civiltà. Non lo è, invece, il matrimonio gay"
Cosa si può rispondere a dichiarazioni di questo tipo? E' difficile, viene quasi da alzare le braccia al cielo e arrendersi da quanto sono disarmanti. Ci si può comunque provare.
Cosa ci sarà di tanto complicato nell'accettare i matrimoni omosessuali? Forse l'accostamento di queste due parole. Il concetto di "Matrimonio", radicato nella concezione cattolica di unione uomo-donna al cospetto di Dio, al fine di creare una famiglia, per chi lo intende in questo modo difficilmente è accostabile a "omosessualità", quella pratica tanto scabrosa che il Dio-Nostro-Signore-Tanto-Bravo-e-Buono ha punito nel Sacro-Libro della Bibbia. Esiste tuttavia il matromonio civile, laico, a cui ricorrono tutte le coppie che, per volontà propria o perché costretti, non ricorrono al matrimonio cattolico. Questo tipo di matrimonio non ha nulla a che vedere e non deve aver nulla a che fare con l'impostazione cattolica e retrograda di famiglia: uomo, donna, figli. 
Casini definisce inoltre le adozioni di coppie omosessuali come un abbruttimento della società: due uomini e un bebé, o due donne e un bebé. Che immagine sconcertante. 
Avere figli è un desiderio che molte persone vogliono esaudire, è un diritto e forse Casini, o chi la pensa come lui, non sa che è un diritto che fa parte di quel diritto superiore a cui ci si può appellare, come criterio di giudizio, che viene indicato come diritto naturale, valido per natura, a differenza del diritto positivo, posto dal legislatore. Questo diritto naturale indica l'insieme di quei diritti che ogni individuo possiede di per sé, innati, a priori del proprio ingresso in società ed è caratteristica dei paesi occidentali dare priorità ai diritti naturali dell’individuo.
Al di là del proprio orientamento sessuale, diventare madre o padre è un diritto di ciascuno. Non si ha diritto ad avere un figlio perché si è etero, si ha diritto ad avere un figlio perché si è esseri umani.

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