giovedì 29 novembre 2012

Il caso di Routley Scott e la definizione di Stato Vegetativo

Interessante ciò che è successo al Brain and Mind Institute dell'University of Western Ontario, in Canada: Routley Scott era ritenuto in stato vegetativo da 12 anni, quindi, teoricamente, incapace di qualsiasi attività legata alla corteccia celebrale. Nonostante ciò ha sbalordito tutti quando è riuscito a rispondere alle domande di alcuni scienziati del Brain and Mind Institute dell'Univesity of Western Ontario, guidati dal neuroscienziato Adrian Owen.

Owen da tre anni sperimenta una tecnica per 'leggere' la mente di persone in stato vegetativo, grazie ad un'avanzata scansione del cervello effettuata tramite risonanza magnetica. La stessa tecnica è stata utilizzata su Routley scoprendo che:
"Scott è stato in grado di dimostrare che ha una mente conscia e pensante. Lo abbiamo analizzato più volte e il suo modello di attività cerebrale mostra che sta chiaramente scegliendo di rispondere alle nostre domande. Crediamo che sappia chi è e dove si trova" 

Notizia non da poco che veramente può sconvolgere le attuali definizioni di  coma e stato vegetativo. Come è risaputo, Coma  e Stato Vegetativo non sono la stessa cosa: durante il Coma il paziente è in stato di inconsapevolezza, caratterizzato dall'assenza del ciclo "sonno veglia", ma le attività celebrali e neurologiche non sono perse. Il coma vero e proprio dura di solito da 2 a 4 settimane ed è dopo questo periodo che si può parlare di stato vegetativo, ovvero lo stato in cui il paziente torna ad aprire gli occhi e c'è il ciclo "sonno veglia", tuttavia senza attività celebrali che caratterizzano la coscienza e la consapevolezza di sé. Questo almeno è ciò che si pensava ad oggi, prima degli studi di Adrian Owen.

Su CulturaCattolica.it ho trovato un articolo riguardante questo caso. In chiusura l'autore scrive:
Lasciateci fare una breve considerazione che ci riporta al 2008 e alla vicenda di Eluana. Queste tecniche erano già conosciute ma non se ne è purtroppo tenuto conto. Potrebbe anche significare che Eluana si rendeva conto di tutto, proprio come Routley Scott di cui il neuroscienziato Adrian Owen, alla guida del team del “Brain and Mind Institute”, chiamato anche il “lettore della mente” per i suoi studi sui pazienti con gravissime lesioni cerebrali ha detto: “Crediamo che sappia chi è e dove si trova”.
La mia considerazione è questa: se Eluana veramente si rendeva conto di ciò che le accadeva intorno e se Owen avesse usato la sua tecnica su di lei, forse ora non ci sarebbero più persone che ancora si scomodano a parlare per lei. Sarebbes stata lei stessa a mettere a tacere ogni sproloquio inutile sulla sua situazione.

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