martedì 26 marzo 2013

WhatsApp si paga: tirchi in rivolta

La strategia degli sviluppatori ha un che di machiavellico: creare dipendenza ad un servizio gratuito per poi richiedere un canone annuale di qualche centesimo. 
I creatori di WhatsApp hanno così suscitato negli utenti la stessa reazione di quell'amico che ti invita a bere una birra al Pub e poi ti chiede di offrirgliela o di quello che ti ruba le patatine fritte dal piatto. 
WhatsApp sarà infatti a pagamento, per la cifra di 0,79€. Meno di un caffé all'anno, ma percepito più gravoso di un'imposta, tanto da scatenare una rivolta e una disperata ricerca di nuove e altrettanto valide alternative.

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